Duele, la vida como un puñal hay veces que duele
y nada tiene que ver con tu boca
que hecha para besar hay veces que muerde
que anuncia cordura y a veces se vuelve loca
Duele porque la piel no es materia inerte
Duele porque el querer es dolerse a veces.
Tiembla, la vida como con miedo
hay veces que tiembla
y nada tiene que ver con el aire
que mueve tu ropa en noches de luna escueta
que aprieta suelta y evoca y me enloquece
tiembla por los latidos que tu provocas
y también porque el querer es temblar a veces.
Y cada uno en su camino
va cantando espantando sus penas
Y cada cual en su destino
va llenando de soles sus venas.
Y yo aquí sigo en mi trinchera, corazón
tirando piedras, contra la última frontera
La que separa el mar del cielo
del color de tus maneras
la que me lleva a la guerra, a ser semilla en la tierra.
Carlos Chaouen "Semilla en la tierra"
domenica, settembre 16, 2007
sabato, settembre 15, 2007
Viva la cilenità

E oggi iniziano las "fiestas patrias", si festeggia la cilenità,la libertà del paese, l'indipendenza formale dalla Spagna e soprattutto la voglia di ubriacarsi ballando la cueca, riunendosi in fondas all'insegna dello spirito patriottico e della voglia di strafocare sopaipillas e carne alla brace ascoltando musica dal vivo prettamente cilena.
Noi espatriati in procinto di rimpatriare ci godiamo lo spettacolo, partecipiamo cercando di integrarci il meglio possibile (alcolicamente parlando ovviamente) e ci godiamo questa specie di Natale, con luminarie, bandiere cilene che sventolano su tutti gli edifici, sui cofani delle auto e in ogni angolo della città.
Sembra che il Cile voglia farci andar via con un pò di amaro in bocca, con voglia di rimanere ancora un pò, con la paura di non tornare mai più, con il terrore di perdere tutte le belle amicizie che ci circondano.
Per il momento rimandiamo questi pensieri alla prossima settimana visto che mi aspetta un fine settimana di concerti, feste e balli popolari.
Forse vado addiritttura a vedere un rodeo con huasos con sigari e cavalli inclusi!
martedì, settembre 04, 2007
Non je ne regrette rien
Morire a 47 anni per abusi di tutti i tipi e una vita dissennata o vivere fino a 90 in tutta tranquillitá?
E se non fosse stata tanto folle sarebbe stata un simbolo dei Music Hall e avrebbe dato quel tocco di vita e malinconia a un mondo giá distrutto dalla guerra??
Sicuramente l'infanzia tra un circo e una casa chiusa, l'abbandono da parte della madre, la morte del figlio di 2 anni, la tragedia dell'amante morto in un incidente aereo e tutte le sfortune che le sono capitate hanno contribuito a forgiare una donna egoista, egocentrica e totalmente dipendente dalla morfina.
Non era bella né di classe ma ha avuto innumerevoli amanti, famosi e non (Marlene Dietrich per esempio), le sue interpretazioni commuovono ancora per quella capacitá unica di coordinare gesti, musica e tono di voce in modo da far emozionare anche un profano della lingua e della musica francese.
Ma gli artisti devono essere necessariamente pazzi per far impazzire il mondo?
sabato, settembre 01, 2007
Immagini sfocate

Che non sia niente cosi tra tre mesi, quando avrò nuove cose a cui pensare e altre persone da conoscere, cuando le domeniche passeranno in maniera diversa, quando non ci sarà tempo per una passeggiata, quando i ritmi saranno scanditi da un tempo europeo. Che andarsene non significhi dimenticare, che rimangano le voci, gli odori e le sensazioni..
Banda sonora "nos sobran los motivos" J.Sabina
venerdì, agosto 31, 2007
La primavera trompetera ya lllegooooooooooo!!!
Quema la goma q suelta el aroma
Pintando el aire de negras palomas
Por los callejones están creciendo muchas flores sin ningún control.
venerdì, agosto 24, 2007
La quiete dopo la tempesta (si fa per dire)

Dopo aver scalato le vette peruviane,dopo essere sopravvissuti al traffico di Lima dopo un terremoto di 7,9 gradi, dopo aver passato una notte e un giorno nell'aeroporto di Lima con scosse di assestamento e problemi gastrointestinali dovuti al ceviche mangiato il giorno prima e nervi a pezzi mi ritrovo finalmente a Santiago e che faccio????
Inciampo su uno scalino minuscolo e mi rompo il legamento della caviglia destra con conseguente lesione del malleolo esterno!!!!
I bastoni della mia vecchiaia mi aiutano a trascinare le mie stanche membra che per altre 2 settimane dovranno sostenere il peso di un mezzo gesso che mi hanno messo.
Mi sembra proprio il colmo...
senza parole...
giovedì, agosto 23, 2007
Storia di una conquista...
Ora che tutto é tornato alla calma (a parte il mio piede, ma questa é un'altra storia) posso dedicarmi al racconto della mia scalata sul Wayna Picchu per godere della meravigliosa vista di tutta la cittá inca di Machu Picchu.
Sveglia alle 4:30 con arrivo all'entrata della ciutadella alle 5.30 pronti per correre verso la cima del picco che puó essere conquistato solo da 400 persone al giorno.
Nei primi giorni ci eravamo già allenati con cammini impervi..

e stavolta io ero pronta a questa sfida, dopo essere uscita sconfitta dall'insormontabile vulcano Villaricca non potevo perdere di nuovo. Mi aspettava una scalinata inca, si diceva che gli inca fossero basssi ma io allora non capisco come abbiano potuto costruire degli scalini tanto alti.

Ma io non mi sono persa d'animo, con mani, piedi e sudore mi sono arrampicata su quella montagna infinita senza fiatare, senza lamentarmi, senza bestemmiare nemmeno un secondo e in solo 60 minuti sono arrivata...
Sono arrivata su un gruppo di pietre che, se il terremoto fosse arrivato in quel momento, si sarebbero sicuramente sfracellate al suolo.
Sono arrivata a dominare a 360 gradi la vista della valle, del fiume, delle rovine, del cammino Inca che portava all'entrata di Machu Picchu attraverso la porta del sole.
L'euforia si è impossessata dell'equipo e ci siamo scatenati in foto di tutti i tipi per festeggiare la conquista dell'impero inca!!!
by Pablo
Sveglia alle 4:30 con arrivo all'entrata della ciutadella alle 5.30 pronti per correre verso la cima del picco che puó essere conquistato solo da 400 persone al giorno.
Nei primi giorni ci eravamo già allenati con cammini impervi..

e stavolta io ero pronta a questa sfida, dopo essere uscita sconfitta dall'insormontabile vulcano Villaricca non potevo perdere di nuovo. Mi aspettava una scalinata inca, si diceva che gli inca fossero basssi ma io allora non capisco come abbiano potuto costruire degli scalini tanto alti.

Ma io non mi sono persa d'animo, con mani, piedi e sudore mi sono arrampicata su quella montagna infinita senza fiatare, senza lamentarmi, senza bestemmiare nemmeno un secondo e in solo 60 minuti sono arrivata...
Sono arrivata su un gruppo di pietre che, se il terremoto fosse arrivato in quel momento, si sarebbero sicuramente sfracellate al suolo.
Sono arrivata a dominare a 360 gradi la vista della valle, del fiume, delle rovine, del cammino Inca che portava all'entrata di Machu Picchu attraverso la porta del sole.
L'euforia si è impossessata dell'equipo e ci siamo scatenati in foto di tutti i tipi per festeggiare la conquista dell'impero inca!!!
venerdì, agosto 17, 2007
Stavolta giuro che non viaggio piú

E invece di scrivere un post sull'esperienza machupicchiana che mi ha permesso di riscattare la mia fama di mollacciona riuscendo a scalare il wayna picchu, la prima cosa che devo scrivere, ancora da questo maledetto aeroporto di Lima, é che c'è stato un terremoto di 7,9 gradi richter e della durata di 2 minuti.
Ieri pomeriggio, io, Carla e Sonia eravamo in giro per il centro di Lima, una cittá caotica ma con un certo fascino decadente che non guasta per niente; eravamo prese dai milioni di collane che vendevano su un mercatino e ci rendiamo conto che la gente sta scappando..Io e Carla, due stupide, bisogna dirlo, pensiamo che stia chiudendo il centro commerciale e ci avviciniamo all' uscita prima che ci chiudano dentro.
Non facciamo in tempo a scendere il primo gradino delle scale che ci rendiamo conto che tremava tutto, che le saracinesche dei negozi facevano un rumore tremendo, che la terra si muoveva senza sosta per ben 2 minuti che sono stati tra i piu' lunghi della mia vita.
Ma ben piu' lungo mi é sembrato il tragitto in taxi dal centro di Lima all'aeroporto, in un groviglio di macchine, clacson, gente presa dal panico che non faceva che gettarsi in mezzo alla strada alla ricerca di un mezzo di trasporto che li portasse a casa.
Vari ed eventuali i pensieri che mi sono venuti in testa: ora questo ci lascia in mezzo alla strada e si rifiuta di accompagnarci, ora questo si mette nel tunnel e moriamo asfissiati, ora questo ci porta a sperdere e ci ruba pure le mutande, ora arriva un tsunami e anneghiamo tutti...etc.etc..
Per grazia ricevuta arriviamo in aeroporto dove ci aspettavano Ana e Pablo..scena catastrofica, aeroporto chiuso perché sono caduti dei pezzi del soffitto e voli cancellati..
Dopo vari litigi con la compagnia aerea riusciamo a farci dare almeno l'albergo dove dormire e inizia un'altra odissea: le scosse di assestamento, e mica scossette ma piuttosto movimenti da 4 a 6 della scala richter..
Come se non bastasse a pranzo avevamo pensato bene di andare a mangiare in un ristorante che ci avevano consigliato, il cibo ottimo ma abbiamo passato tutto il giorno in bagno tra scagazzamenti vari ed eventuali che spesso coincidevano con le repliche del terremoto..
In questo momento siamo ancora in aeroporto, aspettando che parta questo maledetto volo e che finisca questa avventura peruviana.
mercoledì, agosto 08, 2007
Generazione di terremotati
Arriva piano piano, senza far rumore ma lo senti un po' nell'aria perchè il cielo ha un colore strano, la gente inconsapevolmente lo sta aspettando. É questo perenne terremoto che lascia sospesa la città almeno una volta al mese. Da quando sono arrivata ne avrò vissuti una decina, più o meno forti, più o meno lunghi ma non me ne scappa uno!!
Mi piacerebbe non accorgermene, non sentire questo senso di impotenza che mi assale quando tutto trema e non riesco a fare altro che correre verso la porta e sperare che finisca presto.
Non me lo so spiegare, di solito nella mia perfetta razionalità so controllare le paure ma probabilmente non ho mai elaborato il trauma del terremoto dell'80 quando a mia madre mancava solo una settimana per farmi nascere..
Mi avranno sballottolato un po' troppo in quella pancia!!
Nel 1960 a Valdivia si registrò il terremoto più forte della storia mondiale, 9,5 della scala Richter, provocò un maremoto, cambiò l'intera fisionomia del paese creando nuovi laghi, muovendo le montagne e lasciando senza casa 2 milioni di persone.
Nel 1985 si mosse di nuovo la terra con un'intensità di 7,5 della scala Mercalli e 180 morti..
Io so perfettamente che i palazzi sono a prova di terremoto, che non succederà niente e che non devo avere paura, ma che devo fare se mi schizza il cuore in gola ogni volta che si muove la scrivania????
Mi piacerebbe non accorgermene, non sentire questo senso di impotenza che mi assale quando tutto trema e non riesco a fare altro che correre verso la porta e sperare che finisca presto.
Non me lo so spiegare, di solito nella mia perfetta razionalità so controllare le paure ma probabilmente non ho mai elaborato il trauma del terremoto dell'80 quando a mia madre mancava solo una settimana per farmi nascere..
Mi avranno sballottolato un po' troppo in quella pancia!!
Nel 1960 a Valdivia si registrò il terremoto più forte della storia mondiale, 9,5 della scala Richter, provocò un maremoto, cambiò l'intera fisionomia del paese creando nuovi laghi, muovendo le montagne e lasciando senza casa 2 milioni di persone.
Nel 1985 si mosse di nuovo la terra con un'intensità di 7,5 della scala Mercalli e 180 morti..
Io so perfettamente che i palazzi sono a prova di terremoto, che non succederà niente e che non devo avere paura, ma che devo fare se mi schizza il cuore in gola ogni volta che si muove la scrivania????
mercoledì, agosto 01, 2007
il mio salone...
Che strano quando si avvicinano le scadenze, inizi a pensare alle piccole cose, a guardare particolari della tua vita che prima passavano inosservati.
Ora arriva il momento in cui cerco di ricordare ogni secondo, di immagazzinare momenti, luci, colori, sensazioni, le voci degli amici, i nomi delle strade..
E soprattutto la mia casa che ha accolto molta gente durante questi mesi, viaggiatori, amici, parenti e sconosciuti.
Abbiamo fatto cene, pranzi, chiacchierate, sessioni intensive di serie televisive e ci siamo scolati parecchi litri di vino
Vorrei poter portare il mio salone con me, i divani, la terrazza, il suonatore di sax rubato nella festa del vino, il pareo copri-televisione comprato a Rio, la mappa del Cile che appesi appena arrivate, la tovaglia trovata in Bolivia e anche un po' tutta la gente che mi ha accompagnato in questi lunghi mesi..
lunedì, luglio 30, 2007
Todo sobre mi madre

Ieri, in una fredda domenica di inverno, dopo una notte di juerga che mi ha lasciato il fegato a pezzettini ho rivisto per la milionesima volta, TODO SOBRE MI MADRE.
Ogni volta che lo rivedo lo trovo più delicato, i colori sempre piú accesi, i personaggi sempre piu' surreali e allo stesso tempo umani, una Barcellona atipica ma perfettamente colta nella sua parte malinconica.
Un Almodóvar che, come sempre, sa far splendere i suoi personaggi femminili tanto diversi ma che si riuniscono facilmente davanti ad una bottiglia di cava.
E il monologo di Agrado....
"¡Miren qué cuerpo! Reparen. ¡Todo hecho a medida! Rasgado de ojos, ochenta mil. Nariz, doscientas tiradas a la basura porque un año después me la pusieron así de otro palizón. Ya sé que me da mucha personalidad, pero si llego a saberlo no me la toco... Continúo: Tetas, dos. Setenta cada una, pero éstas las tengo ya superamortizadas. Silicona en labio, frente, pómulo, cadera y culo. El litro cuesta cien mil, así que echad la cuenta porque yo ya la he perdido. Limadura de mandíbula, setenta y cinco mil. Depilación definitiva con láser, porque la mujer ‘también’ viene del mono, tanto o más que el hombre, sesenta mil por sesión. Depende de lo barbuda que seas, lo normal es de dos a cuatro sesiones, pero si eres folclórica necesitas más, claro.
Lo que estaba diciendo, ¡cuesta mucho ser auténtica! Pero no hay que ser tacaña, con nuestra apariencia. Una es más auténtica cuando más se parece a lo que ha soñado de sí misma... "
martedì, luglio 24, 2007
Abbracciamoci tutti

Stamattina, come tutte le mattine, arrivo in ufficio e inizio a sfogliare "El Mercurio", il giornale nazionale mezzo fascistoide che mi tocca leggere per tenere aggiornata la Spagna sulle ultime vicende cilene.
Mi colpisce un articolo su Amma, la madre che abbraccia, che arriverá in Cile in questi giorni per abbracciare la gente...
Si tratta di una figura spirituale e umanitaria ( in poche parole una santona) che viene dall'India e si occupa di abbracciare la gente per trasmettere un messaggio di amore universale e sembra che abbia abrracciato piu' di 25 milioni di persone in tutto il mondo.
Per tre giorni sará nell' Espacio Riesco che di solito viene utilizzato per fiere e eventi di massa, per meditare con i fedeli ( fedeli a cosa nn si sa bene) e poi abbracciarli.
Penso che questa riunione meriti la visita di una scettica poco spirituale come me...
venerdì, luglio 20, 2007
Sulle rive di Morfeo....
Scomparire dalla circolazione senza che nessuno sappia di te per una sera, farsi accogliere dal calore del letto, dalla morbidezza delle lenzuola, dal soffice piumone, da una stanza tiepida e colorata e lasciarsi abbracciare dal mondo dei sogni.
L'idea era solo di fare una "siestecilla", tanto per riprendermi dalla serata precedente ed essere in forma per un giovedí sera da leoni;) ma non ce l'ho fatta, ho dormito ininterrottamente per 15 ore in un sonno restauratore, placido, cullata dai rumori della strada che ogni tanto mi facevano entrare in un dormi-veglia un po' agitato ma piacevole, come se la notte fosse durata un secolo, come tutta una vita..
Mi sveglia il solito allarme del cellulare, con quella suoneria terribile che non so bene perché non cambio e come in un altro mondo, con voglia di vivermi questo fine settimana e sapendo che mi sará difficile dormire stanotte...
L'idea era solo di fare una "siestecilla", tanto per riprendermi dalla serata precedente ed essere in forma per un giovedí sera da leoni;) ma non ce l'ho fatta, ho dormito ininterrottamente per 15 ore in un sonno restauratore, placido, cullata dai rumori della strada che ogni tanto mi facevano entrare in un dormi-veglia un po' agitato ma piacevole, come se la notte fosse durata un secolo, come tutta una vita..
Mi sveglia il solito allarme del cellulare, con quella suoneria terribile che non so bene perché non cambio e come in un altro mondo, con voglia di vivermi questo fine settimana e sapendo che mi sará difficile dormire stanotte...
Prima dell’alba potrebbero sorprenderci
rapiti da un sogno dove nitide acque divorano i nostri passi
Prima dell’alba potrebbero sorprenderci
rapiti da un sogno dove nitide acque divorano i nostri passi
sulle rive di Morfeo
martedì, luglio 17, 2007
¿Estás desganada?Pues, haz un informe...
Giorni un po' difficili questi, voglia di far passare rapidamente questi ultimi 2 mesi, voglia che nn finisca la mia esperienza in questo continente, voglia di carezze ogni tanto, voglia di parlare con qualcuno, voglia di un museo, di un bagno allo scrajo, di un giro in barca a Positano e di una cenetta con mamma e papá, di tornare in Brasile, di una pizza, di un fine settimana a Madrid e soprattutto di cambiare lavoro.
Il vile denaro purtroppo mi distoglie dal pensiero di abbandonare questa ultima fase e spendermi quello che resta in un viaggio di 2 mesi per il Sud-America ma giuro che non accetteró mai un lavoro che abbia a che vedere con la pubblica amministrazione ( mi devo ricordare di questo giuramento!).
Il vile denaro purtroppo mi distoglie dal pensiero di abbandonare questa ultima fase e spendermi quello che resta in un viaggio di 2 mesi per il Sud-America ma giuro che non accetteró mai un lavoro che abbia a che vedere con la pubblica amministrazione ( mi devo ricordare di questo giuramento!).
sabato, luglio 14, 2007
Per la mia "mano de guagua"
Ieri era una giornata grigia e piovosa con il freddo più freddo degli ultimi 20 anni, una nebbiolina che nascondeva le Ande e tutte le montagne che ci circondano. Vedevo solo la sedia, il computer, un formulario da completare, delle e-mail a cui rispondere e un fine settimana da passare in casa per il gelo polare che spegne i miei bollenti spiriti.
Sono i momenti in cui si apprezza l'amicizia perchè nn c'è bisogno di dire che stai triste, c'è chi se ne accorge e sa cosa fare.
"Ya Roby, vamos a comprar vinos a la calle San Diego"
"No Ale!!hace frio..no tengo ganas, me quiero ir a la cama..."
"Ya poh, te paso a buscar a las 2"
E alle 2 abbiamo messo le ali alla macchina nel traffico impazzito di una Santiago inondata e siamo finite nella strada che attraversa tutta la città, un groviglio di negozi di tutti i tipi che si susseguono senza interruzione tra bancarelle di "sopaipillas y empanadas", gente che ti offre pezzi di auto rubati, ristoranti fatiscenti e cani randagi.
Dopo circa 30 minuti di rierca senza ottenere grandi risultati ci ritroviamo finalmente dove volevo andare.
La botilleria "El cielo" vende vini all'ingrosso ed è la piu' fornita di Santiago visto che la distribuzione di vini lascia un po' a desiderare.
Beh, appena entrata mi si sono illuminati gli occhi e mi è venuta l'acqulina in bocca, ho trovato vini che nn avevo mai assaggiato, un Sangiovese locale, un Sirah rosè, un trio di merlot, un semillon....
Risultato: ho speso una fortuna e me ne sono tornata con una cassa intera che non riuscivo nemmeno a sollevare!
E tutto ciò grazie ad Ale a cui nn c'è bisogno di dire che cosa voglio fare perchè mi conosce abbastanza da sapere di cosa ho voglia prima ancora che lo sappia io.
Un pensiero alla mia amica cilenita..
venerdì, luglio 13, 2007
hierba mate...
è arrivata Sonia a casa ed ha portato il compagno di viaggi e di momenti di tutti gli argentini, uruguayani e paragayani...il MATE.
Cuentan que cierta vez, mucho antes de la llegada de los españoles, un viejecito y su nieta, cansados del deambular de su tribu nómade, se quedaron en las serranías cerca de las Cataratas del Iguazú. Una tarde llego hasta la choza un extraño viajero de tez pálida. El viajero, que no era otro que Tupá, quiso recompensar la bondadosa atención que el viejo le brindo e izo crecer una planta cuyas hojas serian calmante de la sed, compañía para las horas de soledad y generoso tributo para las visitas. Tupá les enseño a preparar la yerba para tomarla y los hizo guardianes de la planta y desde entonces se convirtieron en los dioses protectores del yerbatal, Caá Yará (el viejo) y Caá Yarí (la nieta).
Entra nella cultura argentina piu' di un caffè a Napoli, più di una cervecita a Madrid e piu' di un pisco in Cile perchè non smettono mai di bere mate.. si portano dietro un termos di acqua calda per riempire queste ciotoline e iniziare il loro rituale di cannuccia di acciaio da condividere con chiunque, con un amico intimo come con un conoscente, con i familiari come con un clochard qualsiasi.
Sonia dice che gli scambi di saliva derivanti da mezz'ora di mate potrebbero essere paragonati a un bacio di ore con uno sconociuto..ma non si pongono il problema, è un momento di unione, come una cena di famiglia, come un caffè con le amiche. Ma con la differenza che la cannuccia è in comune tra tutti.
Bisogna capirli questi argentini e imparare dalla loro spontaneità!
giovedì, luglio 12, 2007
Arte e Omosessualità

Sembra che alla vecchia Milano piacerebbe inaugurare una mostra sull'omosessualitá, una mostra colorata, di foto, sculture, ragazzi,ragazze, uomini,donne, famosi e sconosciuti.
"Arte e Omosessualitá Da von Gloeden a Pierre et Gilles, come l'arte vede l'omoerotismo"<a puó essere interpratata come sempre come una provocazione, come un insulto al buon gusto, come un attentato al pudore delle povere famiglie italiane, o semplicemente come una retrospettiva sulla storia di un movimento che sta facendo fin troppo parlare di sé.
E sembra che l'illustre assessore alla cultura di Milano, Vittorio Sgarbi, abbia deciso, in un primo momento, che la mostra era vietata ai minori di 18 anni, e forse ora vorrebbe addiritttura censurarla del tutto...
Quando, qualche giorno fa, ho letto della prima decisione ho messo in atto una ricerca spasmodica nel google delle foto che sarebbero state esposte. Non posso negare che alcune mi sono sembrate semplicemente volgari e soprattutto poco rappresentative, anche solo metaforicamente, della realtá omosessuale.
Ma ora che stanno pensando di non inaugurarla nemmeno penso proprio che l'assessore Sgarbi cerchi la rappresaglia da parte dei movimenti omosessuali.
Scene di sesso "duro" non rappresentano l'omosessualitá ma vietare che si espongano é una pura e semplice negazione della libertá di espressione.
lunedì, luglio 09, 2007
domenica, luglio 08, 2007
No somos nada etero-friendly
"Salimos esta noche?"
"vale, y adonde vamos?"
"Hay una fiesta de shangay, yo quiero ligar!"
"Yo tambièn quiero ligar,vamos a la batuta!"
Che si fa?
Nessuno ha ragione e non è giusto che qualcuno rimanga scontento della scelta, ma è come dire "a me piace piu' la musica house e a te di più l'elettronica"?
Ci ghettiziamo, ci facciamo del male da soli, diventiamo monotematici e noiosi ma credo che siamo ancora lontani dalla possibilità di dividere gli spazi, trovare di tutto in qualsiasi posto, avere le stesse possibilità.
è così in Cile, in Italia e forse anche in Spagna ma ho la speranza che non sia più necessario cercarsi degli spazi "liberi", si creeranno automaticamente e in maniera naturale.
utopia? puo' darsi, puo' darsi...
"vale, y adonde vamos?"
"Hay una fiesta de shangay, yo quiero ligar!"
"Yo tambièn quiero ligar,vamos a la batuta!"
Che si fa?
Nessuno ha ragione e non è giusto che qualcuno rimanga scontento della scelta, ma è come dire "a me piace piu' la musica house e a te di più l'elettronica"?
Ci ghettiziamo, ci facciamo del male da soli, diventiamo monotematici e noiosi ma credo che siamo ancora lontani dalla possibilità di dividere gli spazi, trovare di tutto in qualsiasi posto, avere le stesse possibilità.
è così in Cile, in Italia e forse anche in Spagna ma ho la speranza che non sia più necessario cercarsi degli spazi "liberi", si creeranno automaticamente e in maniera naturale.
utopia? puo' darsi, puo' darsi...
mercoledì, luglio 04, 2007
LE FOTO SONO DI PABLO...
Se mi avessero detto prima che esisteva un posto cosí avrei pensato ad un altro pianeta, ad uno senza alberi, tutto bianco e con degli effetti ottici che ingannano lo sguardo, che cambiano le dimensioni delle montagne, che fanno sambrare tutto piú piccolo comparato con l'enormitá di un deserto di sale di 12000 km2.

E siamo diventati come bambini, approfittando dell'immensitá del vuoto e delle montagne di sale che gli operai pazientemente creano per poi venderlo a prezzi irrisori.


é valso la pena stare a -15 gradi, stancarci tanto per un viaggio tra le montagne, stressarci con una guida che non aveva idea di dove doveva portarci. ne é valso la pena perché abbiamo avuto un'idea di un mondo che quasi non pensavo possibile, bambini che riempiono buste di sale per 1 euro al giorno, donne che lavano i panni nel fiume, sorrisi sinceri e umili come non avevo mai visto prima..

Uniche le riflessioni che scaturiscono da un tramonto nel deserto di sale piu' grande del mondo...

E siamo diventati come bambini, approfittando dell'immensitá del vuoto e delle montagne di sale che gli operai pazientemente creano per poi venderlo a prezzi irrisori.


é valso la pena stare a -15 gradi, stancarci tanto per un viaggio tra le montagne, stressarci con una guida che non aveva idea di dove doveva portarci. ne é valso la pena perché abbiamo avuto un'idea di un mondo che quasi non pensavo possibile, bambini che riempiono buste di sale per 1 euro al giorno, donne che lavano i panni nel fiume, sorrisi sinceri e umili come non avevo mai visto prima..
Uniche le riflessioni che scaturiscono da un tramonto nel deserto di sale piu' grande del mondo...
Iscriviti a:
Commenti (Atom)

